"Nel libro arabo per eccellenza, il Corano, non ci sono cammelli; credo che se mai vi sia stato un dubbio sull’autenticità del Corano, la mancanza di cammelli sarebbe motivo sufficiente per provare che è arabo"
Jorge Luis Borges in “El escritor argentino y la tradición” (citato in Paul Seabright, “In compagnia degli estranei”, p. 154).
Perché per Borges la mancanza dei cammelli è una prova tanto efficace? “Maometto, da arabo, non aveva motivo di sapere che i cammelli sono espressamente arabi; per lui erano parte della realtà, e non aveva motivo di individuarli, mentre la prima cosa che un falsificatore, o un turista, o un nazionalista arabo farebbe, sarebbe far comparire i cammelli”.
Borges attribuisce questa riflessione a Gibbon. Ma Seabright ci informa che:
- non risulta che Gibbon abbia mai scritto nulla del genere;
- in realtà il Corano è pieno di cammelli.
Nessuna delle due cose stupirà gli amanti di Borges.
