"Come pensa che i siciliani possano trovare il coraggio di denunciare e ribellarsi se vedono che i loro eletti, grazie ai rapporti coi boss, fanno carriera?"
Alfredo Morvillo, procuratore aggiunto di Palermo, intervistato oggi su Repubblica (p. 4).
Secondo Morvillo, molte inchieste giudiziarie hanno svelato vicinanze poco chiare fra alcuni politici siciliani e Cosa Nostra. Anche dove simili vicinanze non hanno conseguenze penali, i partiti nazionali potrebbero darsi la regola di invitare questi signori “a tornare ciascuno al proprio precedente lavoro”. I partiti non lo fanno, e tuttavia esortano i cittadini a lottare contro la mafia.
