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"Il voto di omertà prima della pubblicazione era, dopo tutto, una cosa architettata dagli editori Bloomsbury e Scholastic e non - per quello che ne so - una parte della Magna Carta inglese o della Costituzione americana"

Stephen KingStephen King, a proposito delle polemiche che hanno accompagnato l’arrivo in libreria di “Harry Potter and the Deathly Hallows”. La Rowling si era detta “scioccata” che il New York Times e altri quotidiani avessero violato l’embargo e pubblicato recensioni prima dell’uscita del libro, “nel completo disprezzo dei desideri del bambini”.

Ho letto il tutto nella recensione di King al libro (EW: “J.K. Rowling’s Ministry of Magic”).

A parte il sarcasmo sulle pretese di segretezza della Rowling, la recensione è molto favorevole. Qua e là, si intuisce un certo gusto di King nell’appoggiare una collega che, insieme a lui, è l’autrice più venduta sul pianeta. King non ha sensi di inferiorità verso la letteratura colta. In un passaggio rivelatore, dice che la Rowling migliora libro dopo libro, ma non è ancora all’altezza di “Ian McEwan o Ruth Rendell”.

Sei in gamba, romanziere pensoso. Ti metto alla pari con la regina del mystery.

Di King ho letto un paio di romanzi, anni fa. Ricordo di aver trovato insopportabile la sua prosa meccanica e prolissa. In questo articolo, invece, l’ho visto sciolto, essenziale e vivace. Forse è la lunghezza breve, dell’articolo su una rivista, che lo obbliga a rassettarsi un po’.